CASO TDT MA ANCHE CONTSHIP NON SEMBRA INTENZIONATA A TIRARSI INDIETRO
I portuali non vendono le quote.
Settimana decisiva con l’incontro tra i soci Raugei-Eckelmann
I portuali della Cilp non vendono né la partecipazione nel Terminal Darsena Toscana e nemmeno «pacchetti» di quote per il socio Contship passi in maggioranza. I patti parasociali della Spa (50% ciascuno per Cilp e per Contship) prevedono che in caso di contrasti insanabili nella società una delle due parti possa offrire all’altra di acquistare tutta o parte della sua quota. Cosa che Contship ha già fatto, proponendo l’acquisto del 20% delle quote Cilp e ricevendone però un netto rifiuto. Adesso sta a Cilp eventualmente rilanciare. E non si sa se è per fare tattica o per fare sul serio, ma nei vertici della Compagnia portuali si dice che se rottura dovrà esserci, a far fagotto dovrà rassegnarsi Contship Italia.
In attesa che Eckelmann e Raugei si incontrino di nuovo ad Amburgo, quasi certamente in settimana, nessuno tira formalmente la corda ma le posizioni si sono chiarite. Sulla questione del direttore del personale Gastaldo, assunto dalla quota Contship e inizialmente contestatisimo dalla componente portuale, il dialogo è più sereno. «Ci eravamo dichiarati d’accordo —- sottolinea un membro del consiglio di Cilp — nel separare la gestione del personale dagli altri compiti del direttore. E’ il modo in cui ciò è avvenuto che ci ha trovato contrari». Di fatto però il ritorno di Monica Bellandi — imposto dal magistrato del lavoro — al suo posto dopo il licenziamento, non ha cambiato l’assetto voluto da Contship e Gastaldo ormai gestisce il personale. Come finirà la vicenda Tdt ?
Italo Piccini, che era maestro nel risolvere le situazioni a limite di rottura, sosteneva che anche le porte più chiuse possono sempre riaprirsi, purchè «non sia stata girata la chiave».
Qualcuno però susurra che la chiave oggi sia in mano alla Port Authority, che sarebbe lieta di dare un aiuto per trovare un sostituto di Contship, magari con bandiera (e capitali) cinesi. Voce che circola e che potrebbe avere qualche fondamento. In attesa delle contromosse di Contship: che non sembra intenzionata a farsi «scippare» un terminal nel quale ha investito molto e che solo da un paio d’anni ha cominciato a fare utili, peraltro in tempi di durissima crisi dei traffici contenitori. Non va dimenticato che proprio Contship ha spinto per potenziare il parco delle gru di banchina, tanto che ci sono due portainers dell’ultima generazione — in fase di costruzione l’una e di ristrutturazione l’altra (viene da Gioia Tauro) a Monfalcone — che arriveranno sulle banchine del Tdt nel prossimo autunno. E se Contship dovesse lasciare?
(Fonte: "La Nazione")
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