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D'Agostino: "La sfida è l'integrazione retroportuale"

11/03/2018

/admin/news/N007057_index.jpg Il punto non è costruire nuove opere. Il principio che deve passare è quello dell'ammodernamento più che della ricostruzione.

Il presidente di Assoporti, Zeno D'Agostino, torna a ribadire un concetto a lui caro. «Questo Paese di infrastrutture ne ha a sufficienza e abbiamo già anche un quadro normativo idoneo», sottolinea al convegno di apertura di Green Logistics Expo, iniziato mercoledì a Padova. «Dal punto di vista commerciale e logistico – continua - la cosa più interessante è l'integrazione tra porti e retro-porti, diventati una parte dei porti. Le infrastrutture modali e di rete ci sono, ora abbiamo tutti gli elementi e gli strumenti per lavorare bene».

Il quadro normativo è quello della legge 169/2016, che ha riformato la vecchia legge sui porti, la 84/94. «In base alla creazione delle nuove Autorità di sistema portuale – continua D'Agostino - il dibattito si è concentrato molto sulla parte di integrazione tra porti, anche per le ripercussione nelle relazioni tra Province o Regioni»

Quando si parla di retroporti e porti, l'infrastruttura di riferimento è il treno. A settembre scorso Ferrovie dello Stato ha avviato un piano indutriale 2017-2026 da 94 miliardi e 21 mila nuovi posti di lavoro. All'inizio di quest'anno si è integrata con il gestore stradale Anas creando un unico operatore pubblico. «Abbiamo previsto oltre 10 miliardi per rendere fruibili i corridoi principali oltre che per l'impresa ferroviaria», afferma l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini. «La funzionalità dell'ecosistema del trasporto ferroviario merci – continua - è il punto. O funziona tutto insieme o non è sostenibile. Oggi l'ecosistema alta velocità funziona. Lo stesso dobbiamo fare sul trasporto passeggeri regionali e sul trasporto merci».

«Negli ultimi due, tre anni c'è una capacità di pianificazione vera», secondo il presidente Assoporti, «Rfi ha fatto una progettazione importante di investimenti per i porti perché hanno fatto una selezione. Hanno individuato i porti strategici e su questi hanno concentrato i finanziamenti di opere che sul porto di Trieste sono pari a 113 milioni, di cui 83 arrivano da Rfi». Non a caso lo scalo giuliano, uno degli scali più “ferroviarizzati” d'Italia, è uno dei sostenitori della Fiera di Padova, presente con uno stand dedicato insieme al porto di Monfalcone, da fine febbraio nell'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico orientale, guidata dallo stesso D'Agosino.

 

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