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Quei nomi e i nodi di lunedì

02/09/2017

LIVORNO – La gatta da pelare che il presidente Corsini si trova tra le mani, ovvero l’indicazione del segretario generale per il suo “sistema” portuale, ha una singolare caratteristica: la mancanza di una consultazione con i livelli livornesi, mentre risulta che l’intera operazione venga condotta mano nella mano con il ministero competente, e in particolare con la sua componente politica.

Scelta legittima, visto che Corsini non ha fatto mistero del fatto che i sistemi portuali oggi hanno come referente fondamentale il governo centrale assai più del territorio. Ma alla quale il porto non sembra ancora abituato.

Se l’istanza con il “niet” di Nogarin non dovesse avere effetto – e forse oggi si saprà già com’è andata – il comitato di gestione si riunirà lunedì mattina con solo tre membri: il presidente, il rappresentante del Comune di Piombino e il rappresentante della Regione. Forse parteciperà anche il direttore marittimo, che comunque per legge può intervenire solo sui temi della sicurezza (limitazione che il Corpo delle Capitanerie continua a contestare) e che proprio tra lunedì e giovedì ha da tempo in programma le visite istituzionali per il prossimo cambio di comando. Prevedibile dunque una sua “toccata e fuga” che non dovrebbe comportare giudizi né voti. Forse meglio così per Corsini, perché Di Marco sull’intera vicenda ha le sue idee assai indipendenti.

Il sindaco Nogarin da parte sua è intervenuto su Facebook. “Livorno è il teatro di una battaglia politica durissima – ha scritto – tra chi vuole congelare e conservare il proprio potere e chi invece vuole rendere finalmente trasparente la gestione del porto con tutto ciò che ne consegue. Aprire le porte dell’Autorità di sistema ai cittadini, evidentemente, non piace a qualcuno che è disposto a forzare ogni regolamento per difendere il proprio potere. È contro questo sistema che noi continueremo a combattere e lo faremo nell’unico modo possibile, in punta di diritto, davanti a un giudice”. La conferma o meno di Massimo Provinciali – che sembra il vero nodo del comitato – diventa dunque di competenza di tre membri del comitato: il presidente, il portavoce di Piombino e quello della Regione. Quest’ultimo, Vanni Bonadio non si è fatto stanare dalle nostre domande. “Non è mio compito cercare gli equilibri nella governance di Livorno” – ci ha detto ricordando di essere stato nominato e quindi di essere solo portavoce delle scelte dell’organismo regionale – “ma è mia ferma volontà contribuire a far funzionare al meglio gli equilibri che auspico possano essere trovati per la realizzazione dei grandi progetti per Livorno e Piombino”. Criptico? Più che altro prudente, visto che ancora ieri si giocava sui nomi, nel vuoto di consultazioni locali lasciato da Corsini.

Già, i nomi. Provinciali a scadenza, come qualcuno ipotizza? Scadenza che potrebbe essere l’ormai vicina (troppo vicina?) fine dell’anno, oppure la presentazione del nuovo progetto della Darsena Europa, oppure… In alternativa, anche per dare spazio e giusto peso a Piombino, non è mai tramontato il nome di Nerio Busdraghi, alto ufficiale della Capitaneria e gradito un pò a tutti. Si è parlato di una candidatura di Roberta Macii, smentita (duramente) da lei stessa e dal presidente di Civitavecchia Di Majo. Altro gradito sarebbe stato Matteo Paroli, che però sta benissimo ad Ancona. Una auto-candidatura di Paola Mancuso è stata confermata: come risulta che siano piovute altre auto-candidature da mezza Italia. Corsini “Cunctator” lunedì scoprirà le sue carte, e non sono escluse sorprese. Sia la mattina (comitato) sia il pomeriggio (monitoraggio regionale). Aspettando poi da Roma il decreto (o i decreti) “correttivi” della riforma, preannunciati per il 15 settembre. Coraggio, per il sistema  del Tirreno settentrionale sarà un autunno davvero pieno.

Antonio Fulvi

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Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT