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Relazione sull’Attività delle Autorità Portuali

03/01/2018

ROMA – Una relazione sulle attività portuali del 2016 voluta dal MIT, firmata dalla direzione generale per la vigilanza sulle Autorità portuali (divisione 2) fornisce dati significativi dei costi e dei ricavi dell’Authority pre-riforma.

Per esempio, il costo dell’organico: il più alto in assoluto riguarda Genova con 15 milioni e 801 mila euro nell’anno, seguita da Civitavecchia (12.049), Napoli (6.866 ), Livorno (7.494) Venezia (5.798), Trieste (5.141), Savona (4.764) e giù a scendere.

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A Livorno (facciamo una parentesi per “casa” nostra)  i 7 milioni e 494 mila euro sono il costo che comprende 4 dirigenti, 31 quadri, 58 impiegati e 0 operai (89 dipendenti effettivi). Le tasse portuali a Livorno sono state, nello stesso periodo, di 19 milioni e 366 mila euro. L’indice di efficienza (rapporto tra entrare correnti proprie e uscite di funzionamento) sempre per Livorno è calato dal 2015 (era 3,47) a 3,24. I traffici di Livorno risultano in crescita, con un boom già noto dei forestali, delle auto e specie dei ro/ro e una ripresa dei contenitori. Il porto risulta in primo in assoluto in Italia per quest’ultima tipologia.

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Interessante, a parità di anno, il confronto tra i porti sul piano degli indici di efficienza e dei costi. La Spezia è accreditata per un indice di efficienza tra i migliori (4,02) in crescita rispetto all’anno prima, una spesa d’organico contenuta (2 milioni e 744 mila euro) a fronte di un organico la metà di quello livornese (41 dipendenti con solo 2 dirigenti) e con un ricavato dalle tasse portuali superiore a quello di Livorno, pari a 22 milioni e 83 mila euro. Sempre come indici di efficienza però risulta in testa con un atipico indice di 12,24 il porto di Augusta, per il forte apporto delle tasse portuali sui liquidi. Nella classifica “normale” al primo posto c’è Cagliari (9,08) seguito da Venezia (6,99) Ravenna (5,44) Taranto (4,91) Messina (4,73) e Trieste (4,69). Segue, come detto sopra, La Spezia (4,02).

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Qualche classifica al volo, sempre riferita al Report del MIT per il 2016. Nelle merci solide al 1°posto risulta Gioia Tauro, seguita da Genova, Livorno, Ravenna e Taranto. Nei contenitori ancora Gioia Tauro, seguita da Genova, La Spezia, Livorno e Cagliari (Cagliari e La Spezia in calo rispetto al 2015). Atipici gli aumenti di traffici contenitori per Carrara (+34,93%) e Piombino (+28,16%) anche se ovviamente si tratta di cifre in assoluto modeste.

Nella classifica di tutte le merci (solide e liquide) primo in classifica risulta per il 2016 Trieste (in crescita del 3,64%) seguito da Genova (-0,79%) Cagliari (-2,59%) Gioia Tauro (+10,99%) Livorno (-0,32%). Nei primi venti porti il calo più forte del 2016 è stato registrato da Brindisi (-14,39%).

Per chiudere, è bene ricordare che le classifiche vanno lette con un pizzico di “sale”. Intanto si riferiscono a un anno atipico, nel passaggio tra le Autorità portuali e quelle di sistema. Poi ci sono stati fattori contingenti che possono aver influito. Sugli indici di efficienza poi il rapporto tra entrate e uscite va anch’esso ponderato. Ci sono risultati che non si risolvono con i numeri: per esempio andrebbero valutate le spese anche per strutture, nuove banchine, etc. Nel Report del MIT sono dettagliatamente indicate: ma si tratta di oltre 200 pagine che abbiamo sintetizzato (forse in maniera non del tutto valida) in queste righe. Che sono un’anteprima. Chi fosse più interessato chieda al MIT.

Antonio Fulvi

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