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Fincantieri, 4 cruiser per Msc Crociere

05/02/2018

/admin/news/N007019_msc.jpg 	Una trattativa con Msc Crociere per 4 cruiser di lusso e la conferma che la creazione di un polo europeo della cantieristica forte, in grado di competere con le multinazionali asiatiche, è una strada percorribile.

Fincantieri si gode una settimana passata ricca di soddisfazioni, senza dimenticare il massimo storico in Borsa di due settimane fa. «L'Italia è riuscita a prendersi un pezzo di Francia», ha detto l'amministratore delegato, Giuseppe Bono, intervistato da La Stampa in occasione del varo dell'ottava fregata FREMM “Antonio Marceglia”, cerimonia tenutasi sabato scorso nello stabilimento di Riva Trigoso insieme, tra gli altri, al ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

Venerdì è stata firmata la chisura dell'operazione di compravendita del 50 per cento del capitale di Stx France. Un'importante acquisizione da quasi 60 milioni di euro che prevede il raggiungimento di una maggioranza societaria “in prestito” dall'Agence des Participations de l'Etat, non più nei vantaggiosi termini iniziali stabiliti ad aprile 2017. «Se fosse successo il contrario, qui da noi nessuno si sarebbe schierato a difesa dell’industria nazionale, come invece hanno fatto loro», ha affermato Bono, riferendosi al diritto di prelazione esercitato a luglio dal nuovo governo di Macron.

Francia, Germania, Australia, Stati Uniti
Con l'affare Stx France chiuso, si riprende quel percorso che punta a costruire un polo europeo della cantieristica con Fincantieri capofila. Non rappresenta una pura ambizione imprenditoriale, di lobby, perché rientrerebbe, di fatto, in più ampio progetto di “esercito europeo”, anche se proprio quest'ultimo, politicamente, non ha attualmente una particolare consistenza. «Per quanto riguarda il mercato tedesco, già da alcuni anni stiamo lavorando con la Germania per lo sviluppo e la costruzione dei nostri modelli di sottomarini. Ci possono essere margini di crescita, non ci vogliamo fermare all’affare Stx», afferma Bono. Poi c'è l'Australia, dove Fincantieri sta partecipando alla fase di preselezione di Future Frigates SEA 5000 con una società ad hoc, il programma di rinnovamento della Royal Australian Navy da ben 35 miliardi di dollari con nove fregate da costruire. «In gioco ci sono commesse che hanno importi enormi: questo ci fa un po’ paura, perché non è facile replicare una Fincantieri dall’altra parte del mondo, ma è anche una sfida che dà lustro al Paese e ci rende orgogliosi», commenta Bono. Dall'altro lato del globo, negli Stati Uniti, prosegue il Littorial Combat Ship Program, consorzio tra Fincanteri Marinette Marine e Lockheed Martin per la realizazione di 11 unità per la US Navy, di cui 5 consegnate. In Europa, infine, prosegue il programma militare italo-francese FREMM. Con Antonio Marceglia salgono a 8 su 10 le unità consegnate di un programma che si concluderà dopo il 2020.

La prossima importante commessa sarà con Msc Crociere per 4 navi di lusso, che segue una da 1,8 miliardi annunciata a novembre. «Stiamo discutendo con Gianluigi Aponte. Il vero problema sarà dove costruire queste unità: i nostri stabilimenti sono già pieni di ordini e non ci sono, nel breve periodo, spazi disponibili. Cercheremo di trovare una soluzione una volta firmata la commessa», conclude Bono.

Fonte - Informazioni marittime a cura di Paolo Bosso

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Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT