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Fondali e maxi banchina - Piombino ci sorprenderà

03/10/2017

 	N006861_angeloroma.jpg  La gara per la Darsena Europa, l’armonizzazione tra i porti di Livorno e Piombino, la ”guerra” in corso per la la Paduletta (proprio ieri la Cilp ha integrato il ricorso al Tar con un nuovo addendum contro il segretario generale del Comune, che non avrebbe rispettato i tempi di legge per invitare gli interessati), le prospettive dei traffici containers: abbiamo chiesto (Antonio Fulvi) al Comandante Angelo Roma già uomo Zim per l’Italia, poi direttore di Intercontainers e oggi ascoltato consulente della Regione, di rispondere alle nostre domande. Ecco l’intervista.

Comandante Roma, si parla molto in questi giorni di economia blu e posti di lavoro.

“Premesso che lo shipping ed i porti possono svolgere un ruolo efficace per contribuire a creare condizioni per aumentare l’occupazione, i settori portuali marittimi possono essere creatori di ricchezza, sia in terra sia in mare. Per essere sostenibili, le attività umane devono essere equilibrate con la capacità degli oceani di rimanere sani e diversi a lungo termine. La cosiddetta “economia Blu” è un grande e crescente settore industriale; e, mentre cresce, deve rimanere sicuro e non minacciare l’ambiente”.

Da più parti si sostiene che i porti sono in una nuova rivoluzione.

“L’industria del mare, allo stato, è in una fase di trasformazione sostanziale, che, modificherà fortemente i modelli di business esistenti; e questa trasformazione avverrà indipendentemente da dettagli pratici, come la crescita della domanda e l’aumento dei noli.
Quattro saranno le principali forze ”motrici”: la digitalizzazione, la trasparenza, la diffusione della catena di approvvigionamento e l’ottimizzazione della rete”

Il tutto sembra puntare al gigantismo navale, che crea problemi ai porti come Livorno,

Oggi si costruiscono full containers che rispetto a trenta anni fa, sono sei volte più grandi. Hanno in sostanza un 600%, di capacità in più, ma allo stesso tempo consumano in un giorno di navigazione, il 40% in meno di carburante. Passando a noi (Livorno & Piombino), sostanzialmente per il primo porto la strada è tracciata: è obbligatoria e urgente la piattaforma Europa. L’ importante sarà “mettere mano” entro il 2018 e finire nel 2022. Lo shipping delle grandi navi non aspetta”.

E per quanto riguarda Piombino?

“A mio modo di vedere sarà proprio Piombino a sorprenderci. Alcuni amici, ultimamente, hanno chiamato per consultarmi su un eventuale possibile traffico containers in quel porto. Ho sempre risposto che ciò sarebbe impossibile, poiché in pratica tutte le Compagnie di Navigazione fanno parte di qualche “alleanza” e di conseguenza non c’era da convincere una sola di queste, ma sostanzialmente tutte. Data l’insistenza, ho riflettuto su una possibile soluzione, ed in effetti potrebbe esserci”.

Lei è un esperto: che cosa ipotizza?

“Piombino ha una splendida banchina di 500 metri, fondali a -20: ma attualmente è senza possibilità di un fluido traffico stradale di entrata e uscita. Ed allora? Preposto che l’investimento iniziale per l’arredamento di banchina (super post panamax, reach stuckers, etc.) dovrebbe essere almeno di trenta milioni, l’unico modo per sbarcare ed imbarcare contenitori senza farli uscire da terminal (date le difficoltà suddette) è solo il traffico di “trasbordo“. E credo che chi se ne intende ci stia già pensando. Tutto sta nel capire se questa soluzione potrebbe creare concorrenza con Livorno, inaccettabile nel sistema, o con altri porti fuori dal sistema nostro”.

Fonte – Il Telegrafo Antonio Fulvi

TDT scialuppa nave Lorenzini Terminal
Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT