Neri Srl www.fratellibartoli.com www.tuttolivorno.it Fanfani Lonzi Rossano - Raccolta oli usati Terminal Calata Orlando www.logistictrainingacademy.it Bar 4 Mori - Livorno Pane e Tulipani2 - Livorno www.falegnamerialivorno.it/arredamenti-nautica/

Grandi Molini: crisi dell'azienda molitoria

10/02/2017

La crisi di Grandi Molini Italiani si è acuita e la società della molitura ha dichiarato l’esubero di 30 dipendenti sui circa 45 dello stabilimento di Livorno, quello più in difficoltà per cui il gruppo ha chiesto e ottenuto lo scorso maggio l’avvio di una procedura di concordato preventivo in continuità.

Come risulta dall’ultimo  bilancio di GMI, relativo al 2015 e approvato a fine giugno 2016 (nell'ipotesi di una continuità aziendale che gli stessi amministratori subordinavano a diverse condizioni e nell’impossibilità dell’espressione di un giudizio sancita dalla società di revisione dei conti, Ernst&Young), la scelta di licenziare due terzi dei lavoratori livornesi è tuttavia una novità che non lascia ben sperare, dato che gli amministratori sembravano fino alla scorsa estate convinti della possibilità che lo stabilimento toscano riprendesse l’attività nel 2017 dopo lo stop deciso nell’autunno 2015 con l’avvio alla cassa integrazione per tutti i dipendenti durante il 2016.

Secondo i sindacati, comprensibilmente in fibrillazione, GMI avrebbe attribuito la scelta degli esuberi all’inerzia dell’Autorità Portuale di Livorno nell’avviare i lavori di potenziamento delle banchine e di escavo che permetterebbero all’azienda di approvvigionarsi con navi di maggiore stazza e capacità rispetto a quelle finora approdate in Toscana. Una condizione che, effettivamente, anche nel bilancio dello scorso anno ricorre spesso fra quelle ritenute indispensabili dagli amministratori di GMI per efficientare le operazioni dello stabilimento livornese.

Authority Portuale non ha fornito finora repliche ufficiali, ma in maniera ufficiosa è che Grandi Molini Italiani non avrebbe mai presentato il piano industriale necessario all’avvio dei lavori. Anche secondo i sindacati il riferimento ai mancati lavori portuali sarebbe pretestuoso. “Solo scuse. Ci avevano detto che era tutto a posto e avevano firmato gli accordi sostenendo che le operazioni di carico poteva esser fatto con navi più piccole e via terra” ha dichiarato ad un giornale locale Michele Rossi (Cgil), mentre per Federico Mambrini (Uil) “vorrebbero che facessimo una battaglia contro l'Authority per i lavori alla banchina; ma noi saremmo disponibili solo nel caso ritirassero le lettere di licenziamento. La verità è che con 15 lavoratori lo stabilimento non può lavorare, quindi la loro volontà è quella di farsi fare i lavori, avere pochi dipendenti e vendere tutto per risanare il bilancio”.

TDT scialuppa nave Lorenzini Terminal
Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT