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Il nodo logistico complesso toscano

07/03/2018

/admin/news/N007051_vannibonadio1324x160.jpg 	FIRENZE – Nella scala territoriale di riferimento della AdSP del Tirreno Settentrionale, presieduto da Stefano Corsini e di cui fa parte nel comitato di gestione anche Giovanni Battista (“Vanni”) Bonadio in rappresentanza della Regione Toscana, il Piano Operativo Triennale recentemente approvato ha il suo fulcro nel “nodo logistico complesso del Mar Tirreno Settentrionale”.

Un nodo da intendersi quale sistema unitario, composto di elementi logistici e produttivi, di dotazioni industriali, impiantistiche e ambientali, di reti energetiche, telematiche e di servizi che costituiscono un insieme coerente di infrastrutture e poli di attività, localizzati nella fascia costiera dell’Alto Tirreno. Sul tema abbiamo intervistato Vanni Bonadio, nell’ottica particolare del “nodo” logistico allargato.

Un sistema più allargato del sistema portuale in senso stretto…
“Questo sistema unitario risponde infatti al concetto di “nodo” come definito dalle Linee Guida Europee sulle TEN-T (Reg. UE 1315/2013), in quanto si tratta di infrastrutture di più modalità di trasporto (marittima, ferroviaria, stradale, vie d’acqua interne e aeroportuale), combinate funzionalmente e connesse tramite corridoi logistici ai grandi centri di produzione e di consumo (area metropolitana Toscana Centrale, Italia Settentrionale, Europa Centro-Orientale, Corridoio “Core” Scandinavo-Mediterraneo). Secondo le linee Guida TEN-T, si tratta dunque di un nodo “logistico”, perché realizza l’integrazione modale, anche per la presenza di un interporto e di piattaforme logistiche distributive, e offre una varietà di servizi ulteriori rispetto al semplice trasporto ed instradamento di merci e di persone.

C’è dunque anche una connotazione d’interesse diretto nella programmazione regionale.
“Gli interventi in corso e programmati vanno considerati proprio come “opere d’interesse unitario regionale”, in quanto funzionali al posizionamento strategico della Regione Toscana. In questa prospettiva va inteso il potenziamento dei collegamenti ferroviari (merci e passeggeri) Collesalvetti-Pisa e sull’asse Pisa-Firenze già allo studio di fattibilità da parte di R.F.I.. Sono interventi ferroviari di “piccola scala” in grado di ottimizzare le funzioni portuali e industriali di Livorno e di Piombino, di potenziare le funzioni logistiche intermodali dell’Interporto Vespucci, rendendolo di fatto un retroporto, di innalzare i livelli di sicurezza del nodo ferroviario urbano di Pisa che registra una forte commistione merci-passeggeri, liberando al contempo importanti risorse di infrastrutture/tracce da destinare alla mobilità passeggeri (pendolari e turistici), magari anche attraverso la velocizzazione semaforica”.

Sfugge a volte il significato di “nodo logistico complesso” se ci si focalizza solo sui porti. “L’approccio “unitario” consente di passare dalla previsione di funzioni portuali a livello di singolo nodo (Livorno, Piombino) alla programmazione di funzioni logistiche a livello di nodo complesso, integrando asset territoriali con elevato potenziale di crescita. È il caso, ad esempio, della Darsena Pisana che ha una funzione tipicamente portuale su via d’acqua ,collegata al Porto di Livorno dal Canale dei Navicelli ed all’Arno dall’incile, con funzioni logistiche, industriali e distributive legate a settori ad alto potenziale di crescita quali il GNL, la nautica e l’e-commerce, con specializzazione speciale di “City Logistic” per un’ area di oltre 200 mila abitanti. Con la prossima apertura, infatti, del collegamento tra il Canale dei Navicelli e il Fiume Arno (Incile), interrato fino ad oggi a causa dei bombardamenti durante la seconda Guerra Mondiale, si realizzerà un triangolo d’acqua interamente navigabile. Per non parlare dell’aeroporto la cui funzione assume rilevante importanza all’interno del “nodo logistico” cosi’ come sopra descritto, non solo per il trasporto persone, ma anche per il trasporto merci. Il Centro Cargo vede sempre di più aumentare il proprio traffico e l’ intervento cui si sta lavorando potra’ essere di grande utilita’ non solo per la Toscana, ma forse per tutto il Centro Italia”.

Le relazioni tra sistema portuale e sistema aeroportuale di Pisa non sono ancora al meglio…

“Una sempre più stretta collaborazione tra Porti di Livorno e Piombino ed aeroporto Galilei potrà e dovrà favorire anche l’aumento del flusso turistico con “crociere di testa”, aumentando cosi’ il traffico sia portuale che aeroportuale. Il People Mover con i suoi parcheggi scambiatori idonei ad ospitare i bus provenienti dagli scali portuali, sono infrastrutture già pronte, da valorizzare al meglio. Le prospettive sono tutte per un grande sviluppo prossimo futuro”.

(Fonte: "La Gazzetta Marittima" - A.F.)

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Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT