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Se le Stelle non staranno a guardare

28/07/2018

ROMA – Siamo ormai ad agosto; e se vale la tradizione come il proverbio, governo mio non ti conosco. Ovvero, tutti al mare ed arrivederci a settembre. Emergenze a parte. Ma nessun dorma. Perché le Idi di settembre sono già nell’aria.

Qui a Roma, ma anche in area Pontida, “convenuti dal monte e dal piano”, si stanno mettendo a punto i progetti per lo spoil system sui porti. E se il ministro Toninelli sembra diverso da Roberspierre, si pianificano parecchi tagli di teste anche alle presidenze delle Autorità di sistema, dove non sempre si aspetteranno le scadenze naturali. Che la Riforma portuale, con la riforma della riforma Delrio/Madia, debba essere riformata ancora una volta, sono convinti in molti. Il cavallo di Troia dei 5Stelle adesso è l’Ancip, che con il sindaco di Livorno Filippo Nogarin alla presidenza ha posto da tempo la questione del contestato “niet” di Delrio ai sindaci nei comitati portuali. Difficile, si dice a Roma, che il governo si accontenti di correggere solo questa stortura. C’è chi sostiene che sarà anche l’occasione per riconoscere alle Capitanerie di porto un ruolo meno marginale nella “governance” dei sistemi portuali. La rivendicazione è nata subito dopo la riforma: e se anche l’attuale comandante generale ammiraglio Pettorino l’ha rilanciate nella recente celebrazione del Corpo, sia pure con il pugno di ferro nel guanto di velluto, vuol dire che l’Autorità marittima e l’Autorità portuale così come sono messe non si aiutano. Gli esempi non mancano e le avvisaglie nemmeno: si veda a Livorno, dove il direttore marittimo s’è fatto la sua “governance” – tra gli applausi del cluster – mettendo il fuoco alle reni all’Autorità portuale. Difficile che Tarzia non abbia l’ok anche di Roma. Avanti tutta.

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C’è poi il mondo della politica: dove lo spoil system è già cominciato sui massimi calibri e sui centri di potere (si veda la Rai, ma non solo) ma scenderà, con le Idi di settembre, anche in periferia. Alcune presidenze di porti sembrano già sotto tiro. Prendiamo, per esempio, i porti commissariati: un colpevole assurdo legato ai veti incrociati tra la sinistra dell’ex governo e spesso le sinistre locali, quando non sono entrati in gioco altri e meno confessabili fattori. I commissari dovrebbero finalmente avere prossime scadenze. I porti in difficoltà saranno la seconda ondata. Si dice a Roma, per esempio, che il “sistema” di Civitavecchia veda agitarsi sopra di lui l’ombra di Gianni Moscherini: il quale tornerebbe da restauratore sulle ali della sua dichiarata militanza di centrodestra. Moscherini non è uno che demorde. Si vedrà. Altro agguato sembra in preparazione a Livorno: la nomina dell’avvocato Batini nel comitato di gestione in rappresentanza del sindaco 5Stelle fa sussurrare che la mossa sia in preparazione di un rilancio della figlia dell’avvocato, a suo tempo proposta anche dal governatore Rossi ma oggi ben vista da molti nel governo 5Stelle/Lega.

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Poi c’è il caso Assoporti. Con l’attuale formulazione della Riforma, Assoporti è un Ircocervo: peggio, non ha spazi di manovra significativi. Pasqualino Monti ci ha aggiunto con fredda cattiveria il suo carico da novanta, ma al momento sembra che Roma dia più spago a lui che a D’Agostino. La reazione di Assoporti, quella delle commissioni tecniche per “aiutare” il governo alle nuove ulteriori scelte, sembra per il momento accolta in modo freddino. Una caduta di stile è stata la mancata partecipazione di tutti – sembra proprio tutti – i presidenti delle AdSP al grande evento di Palermo messo su con significativi contatti con il governo sia regionale che nazionale da Monti. Hanno voluto fargli il vuoto intorno, ma a Palermo c’erano tre ministri, oltre al Gotha armatoriale e del cluster delle associazioni. Commento: uno a zero per Pasqualino Monti. E arrivederci alle Idi di settembre.

Antonio Fulvi

    
    
    
    
    
    
    
    
    

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