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AdSP nel “Vespucci” e ok ai bacini e al Marina del Mediceo

23/12/2020

LIVORNO – Una raffica di notizie, tutte finalmente in positivo – sembra quasi impossibile, visti i tempi… – dagli ultimi giorni dell’anno per il comparto logistico del Nord Tirreno.

Come riferiamo qui sotto, sono arrivati finalmente gli ok alla gestione dei bacini di carenaggio da parte di Azimut-Benetti e per il via al “Marina” nel Mediceo. Ma la notizia più importante, a nostro parere, è lo sbocco di un’altra lunga pratica, quella dell’ingresso dell’AdSP del Nord Tirreno nel capitale sociale dell’interporto “Vespucci di Guasticce”, con 7 mld versati venerdì davanti al notaio più l’acquisto concordato di un’area da destinare a servizi retroportuali.

Un passo avanti significativo perché sancisce in modo definitivo il passaggio da Interporto a Retroporto, mantenendo in pieno entrambe le caratteristiche. Bisogna fare i complimenti a Nastasi, Fulceri, Roma e tutto lo staff per aver tenacemente lavorato per questo passaggio, che è stato ufficializzato formalmente (sui quali torneremo a bocce raffreddate) per tacitare le preoccupazioni che erano emerse riguardo a certi segnali provenienti da Bruxelles sull’eterno spauracchio degli “aiuti di Stato”. Con l’AdSP che diviene azionista di maggioranza del “Vespucci” le banche fanno un passo indietro, e per questo vanno ringraziati anche la Regione e l’ex presidente Rossi che hanno studiato il giusto meccanismo.

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A Roma dicevano: “Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam”. Qui a Livorno si dice con sarcasmo: davvero, era ora. Infatti l’ultima seduta dell’anno del Comitato di Gestione portuale dell’Autorità di Sistema ha finalmente varato due importanti novità: il via libera alle concessioni per la gestione dei bacini di carenaggio e per la realizzazione del nuovo approdo turistico nel Porto Mediceo.

Con le relative delibere infatti, il Comitato ha espresso, all’unanimità, parere favorevole al rilascio della concessione a favore di Azimut Benetti, che potrà operare, per dieci anni, su un compendio di oltre 92 mila metri quadrati per svolgere attività di costruzione, allestimento e riparazione di navi da diporto e riparazione di navi passeggeri o mercantili: a chiusura di un lungo e travagliato percorso burocratico che ha avuto inizio nel lontano 2015 con la pubblicazione della gara e che si è interrotto poco dopo a causa dell’incidente incorso alla nave Urania, che aveva provocato la morte di una persona e seri danni ad uno dei bacini messi a gara. Ci sono voluti tre anni per demolire la nave e far sgombrare il bacino galleggiante danneggiato. La gara si è conclusa a novembre scorso – dopo lunghi contenziosi e tutta una serie di pareri legali – con l’aggiudicazione ad Azimut Benetti.

Il Comitato ha inoltre dato il via libera al rilascio della concessione in favore della STU Società Porta a Mare S.p.A. per attuare gli interventi di trasformazione in approdi turistici del Porto Mediceo e della Darsena Nuova.

Anche in questo caso – ha sottolineato una nota dell’AdSP – l’iter parte da marzo 2016, con il via libera formale da parte del Comitato Portuale alla individuazione nella Società di Trasformazione Urbana quale soggetto cui rilasciare la concessione demaniale di 116 mila metri quadri per portare avanti il progetto di trasformazione del Porto Mediceo (e della Darsena Nuova); progetto presentato per la prima volta nel 1997, a seguito dell’approvazione in Regione del Piano Strutturale del Comune di Livorno, e ratificato dieci anni dopo con la sottoscrizione di un accordo di programma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la quale l’Autorità Portuale si assunse il compito di sviluppare la pianificazione urbanistica necessaria per garantire il dettaglio delle previsioni del Piano Strutturale, avviando la redazione di una variante del Piano Regolatore Portuale e facendola approvare a dicembre del 2010. (n.d.r. – Ci sono voluti dieci anni per arrivare ai soli permessi!).

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Quelle sui bacini di carenaggio e sulla concessione a STU Porta a Mare non sono le sole decisioni prese dall’Organo di indirizzo dell’AdSP, che infatti ha dato anche l’ok all’adozione del Piano Organico Porti, il documento strategico, di validità triennale e aggiornato annualmente, di ricognizione e analisi dei fabbisogni lavorativi in porto.

Sulla base delle imprese intervistate nel solo porto di Livorno emerge un organico dichiarato alla data del 31 agosto 2020 pari a 1644 addetti totali, di cui 745 impiegati in società terminaliste, 332 in imprese autorizzate allo svolgimento sia delle operazioni che dei servizi portuali, 298 in imprese autorizzate allo svolgimento dei soli servizi portuali, 75 in imprese autorizzate allo svolgimento delle sole operazioni portuali, 68 impiegati presso l’agenzia di lavoro portuale.

Dei 1644 addetti, 1390 hanno mansioni operative (84,5%), mentre 254 risultano essere addetti dei reparti amministrativi (15,5%).

L’organico complessivo dichiarato dalle imprese operanti in Piombino, rilevato alla data del 31 agosto 2020, risulta invece essere pari a 279 addetti totali, di cui, n. 248 impiegati in società terminaliste, n. 28 in imprese autorizzate allo svolgimento sia delle operazioni che dei servizi portuali.

Dei 278 addetti 265 hanno mansioni operative, mentre solo 14 risultano essere impiegati in reparti amministrativi.

Nello scalo labronico il confronto nel triennio 2018-2020 tra l’andamento registrato dagli addetti operativi e i traffici portuali (al netto delle rinfuse liquide) mostra come il decremento dell’organico portuale, determinato quest’anno dagli effetti negativi della pandemia, sia stato nettamente inferiore rispetto alla contrazione registrata per i volumi di traffico: 3,4% contro il -13,45% per le tonnellate.

Nel porto di Piombino il confronto tra l’andamento registrato dagli addetti operativi del porto con i traffici portuali (al netto delle rinfuse liquide) nel periodo gennaio-agosto del 2020-2019 evidenzia un calo dell’organico portuale del 10,8%, mentre per i traffici portuali la contrazione è stata più che doppia, pari al -31,2%.

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Durante la riunione il Comitato è stato altresì consultato sul nuovo Regolamento per l’esercizio delle operazioni e dei servizi portuali, per l’amministrazione delle aree demaniali e patrimoniali, nonché per la fornitura di lavoro temporaneo nei porti dell’Autorità di Sistema Portuale. “La ratio sottesa alla emanazione del Regolamento – sottolinea la nota dell’AdSP – è quella di conferire carattere sistematico alle previgenti e frammentate discipline in ordine alle attività autorizzatorie e concessorie dell’Ente, prima divise in ben cinque regolamenti applicativi tra il porto di Livorno e quello di Piombino”.

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Infine, è stato espresso parere favorevole all’adozione delle nuove modalità applicative di addebito del canone giornaliero di utilizzo degli accosti pubblici 15C e 15D della Calata Lucca del porto di Livorno, rimodulato in funzione dell’effettivo uso delle banchine.

 

La Gazzetta Marittima

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Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT