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Crisi Livorno un appello dei portuali

09/01/2019

/admin/news/N007330_a_012.jpg 	 Ecco il testo integrale della lunga nota di Enzo Raugei, presidente della Cpl sulla “crisi” istituzionale livornese.

 

LIVORNO – “Le cronache portuali di questi giorni descrivono situazioni da far tremare i polsi: tentativi di screditamento e delegittimazione delle istituzioni portuali quali l’Autorità di Sistema portuale e la Direzione Marittima, le ormai consolidate contese tra due grossi gruppi armatoriali, una paradossale interrogazione parlamentare per un mancato accosto, come se il porto di Livorno o il Paese non avesse altre questioni aperte di ben più alto spessore”. Comincia così il lungo documento firmato da Enzo Raugei, presidente della Compagnia portuali livornese”.

“Nell’era digitale della comunicazione, – continua Raugei – che consente di leggere le notizie in tempo reale da Pechino a Camberra, il fatto certo è che l’immagine del porto di Livorno ne esce a pezzi, con il rischio di far rientrare le intenzioni di investimenti, ma anche la possibilità di attrarre nuovi traffici. Traggo spunto da ciò che viene pubblicato sulla stampa per ribadire che in questo contesto schierarsi con questa o quella istituzione non serve a niente, anche perché non sono in contrapposizione; così come non serve stare con un gruppo armatoriale o l’altro. Il problema centrale è quello legato alle regole in base alle quali deve funzionare il porto è su questo che la comunità portuale deve trovare un punto di sintesi insieme alle Istituzioni preposte”.

“Siamo anche nel mezzo di una indagine della Magistratura che avrà il suo corso e sulla quale nessuno ha dubbi che sarà portata a termine  nel modo più corretto e garantista possibile. Questa situazione avrà i suoi sviluppi che non devono condizionare la possibilità di superare le altre criticità che si sono manifestate in questo ultimo periodo e soprattutto non dovrà generare ritardi rispetto alle opere in itinere”.

“Personalmente sono preoccupato dello stato dei fatti – scrive ancora Raugei – che rischia di sfociare in una situazione di non ritorno, preoccupato perché alla fine ne risentiranno i traffici e con essi i lavoratori e le loro famiglie. Intorno alla nostra attività trovano di che vivere direttamente oltre 400 famiglie e intorno a quella più in generale del porto si quintuplicano, ed è per questo che in noi prevale il senso di responsabilità rispetto alla situazione, al  lavoro e a coloro che a Livorno portano lavoro, che devono farlo nel rispetto delle regole di un mercato regolamentato come quello portuale”.

“Credo sarebbe utile avviare e dare corso all’apertura di un tavolo, che per altro era stato annunciato anche nel Comitato di Partenariato, – continua il documento del presidente della Cpl – per affrontare la questione degli accosti, delle banchine e delle regole locali che in un contesto di quadro, dettato dalla legge 84/94 con le sue ultime modificazioni, siano definite rispetto alla particolarità del nostro porto e su questo si apra un nuovo corso nel quale ci sia collaborazione e non contrapposizione. Le Istituzioni portuali sono guidate da persone di grande esperienza, serietà e competenza e meritano rispetto anche quando applicano le regole in modo difforme a come qualche operatore vorrebbe, non è politicamente etico intervenire a livello Parlamentare su una questione di ordinaria amministrazione che avrebbe dovuto trovare soluzione in loco, come poi è avvenuto”.

“Con chi guida le Istituzioni portuali, con le associazioni degli operatori portuali – sollecita Raugei – va trovata velocemente una sintesi. Esorto chi fosse d’accordo con questa impostazione a darne cenno per richiedere alle stesse l’avvio di un confronto; io lo faccio da subito. Se poi come si legge sulla stampa fosse addirittura il governatore Rossi a presenziare il tavolo credo che saremmo tutti garantiti, in ragione del peso politico istituzionale che la Regione Toscana, attraverso il suo presidente, ha speso per il nostro porto  e per la prospettiva di sviluppo caratterizzata dalla Piattaforma Europa.

I punti di criticità del porto sono gli spazi a terra e gli accosti – sottolinea Raugei – e dobbiamo trovare il modo di convivere fino a quando sarà realizzata la Piattaforma Europa che, è bene ricordare, oltre alla delocalizzazione e realizzazione di un unico terminal contenitori, con la conseguente messa a disposizione di importanti aree e banchine, prevede anche la realizzazione di un adeguato terminal ro-ro: i player di questa attività dovrebbero guardare a questa realizzazione anziché farsi la “guerra”. Su questi temi dovrebbe essere incalzato il Governo e la politica, affinché trovino risorse economiche pubbliche in più a quanto previsto – conclude Raugei – per una rapida realizzazione completa della infrastruttura che per il porto di Livorno e per la città, consentirebbe di guardare al futuro con maggiore serenità e di mantenere un ruolo centrale nel contesto portuale nazionale ed europeo”.

La Gazzetta Marittima

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