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Darsena Europa, ecco il bicchiere mezzo pieno

15/07/2020

/admin/news/N007855_darsena.jpg 	LIVORNO – Proviamo ad essere ottimisti: la Darsena Europa potrebbe davvero diventare una realtà. Persino con una sforatura accettabile nei tempi preannunciati più volte sia dal presidente della Regione Rossi, sia dal presidente dell’AdSP Corsini, cioè il 2024.

Proviamo ad essere ancora più ottimisti, non ci costa niente (a parte, forse, la credibilità…) e vediamo gli aspetti positivi dello stato dell’arte, ovvero il bicchiere mezzo pieno.

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Che sono: il ridimensionamento del mega-progetto iniziale (lo abbiamo riportato qui a fianco) al progetto più sopra in grande: con la pudica giustificazione che il grande sogno resta, ma ci arriveremo a gradi.

Ancora: se non ci hanno fregato, il ministro De Micheli e il presidente Rossi ci assicurano che i soldi ci sono: 200 milioni accantonati dalla Regione, un “quid” non specificato ma consistente da Roma. Un ottimo incentivo per il necessario gruppo d’investimento e di gestione che deve farsi avanti (e ancora però non c’è).

Altro aspetto positivo: il presidente dell’AdSP Stefano Corsini, che non si è dimenticato di essere un ingegnere specializzato in progettazione e costruzione dei porti (se leggete il suo curriculum di Google è impressionante) non se n’è stato con le mani in mano e sul progetto finale (consideriamolo quasi definitivo, anche se di definitivo in questi settori non c’è mai niente) ha fatto fare importanti simulazioni dall’istituto Cetena, che ha fornito dati relativi alla possibilità di un terminal capace di accogliere le portacontenitori fino a 24 mila TEUs; con fondali dell’imbuto di accesso a 20 metri, l’ingresso a 18 metri e la banchina a 16 ma forse anch’essa a 18 metri. Sono dati, cifre e non chiacchiere. Costate care, tra l’altro: ma bisogna riconoscere che da parte dell’AdSP sono soldi in questo caso veramente ben spesi.

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Vogliamo ancora vedere il bicchiere mezzo pieno, anzi tutto pieno? Se davvero la Darsena Europa fosse pronta entro quattro o cinque anni – e tecnicamente Corsini sostiene che si possa fare, sia pure ignorando il famigerato Codice degli Appalti e con un commissario con le palle – rifiorirebbe anche la Darsena Toscana, che potrebbe finalmente trovare spazi sufficienti allo sviluppo dei traffici ro/ro, oggi incastrati alla peggio e con continue liti in banchine e piazzali insufficienti. E i ro/ro, non dimentichiamolo, con i forestali sono il clou dei nostri movimenti portuali. Prenderebbero respiro anche i terminal delle rinfuse ancora nel limbo di un sempre rinviato trasferimento, le speranze dei privati di Sintermar di allargarsi agli spazi acquistati, nuove prospettive per il project cargo. Un rilancio forte.

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Certo, c’è anche il bicchiere mezzo vuoto. Mi dispiace richiamare l’attenzione su questi aspetti, nella generale euforia (vera o simulata) per le notizie da Roma: ma se non si risolve alla svelta l’ignobile interrompimento degli accessi alle darsene dovuto allo sbocco in porto dello Scolmatore e del canale dei Navicelli, anche la darsena Europa completa sarebbe un’anatra zoppa. Per ovviare, occorre il nuovo ponte per Tirrenia: ponte Bonistalli secondo logica, ponte a fianco dell’attuale ma con campata mobile secondo un compromesso che i tecnici veri giudicano sarebbe un rimedio quasi peggiore del male.

C’è poi il problema dello “scavalco” ferroviario e c’è lo sbocco al mare dello Scolmatore che indipendentemente dal ponte, stanno registrando – per le lungaggini burocratiche delle istituzioni territoriali – tempi biblici. L’impegno del governatore Rossi, che c’è e c’è stato, non sembra essere in grado di dare una vera svolta a quel nodo fondamentale per l’intero porto e non solo per la Darsena Europa. Troppe competenze, troppi incroci di responsabilità, troppi visti, troppe autorizzazioni sulle quali le responsabilità penali e civili ad oggi sono spaventevoli. E ancora…

Mi fermo: ho cominciato con l’ottimismo, fermiamoci al bicchiere pieno. Ne abbiamo bisogno.

Antonio Fulvi - La Gazzetta Marittima

TDT scialuppa nave Lorenzini Terminal
Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT