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Il “new deal” del retroporto Vespucci

11/11/2020

/admin/news/N007940_vespucci.jpg GUASTICCE – Per chi ha abbondantemente superato gli “anta degli anta” le aree dell’interporto Vespucci di Guasticce hanno un ricordo bucolico in negativo: una specie di pascolo dei gabbiani, accompagnato da quello delle anatre nei frequenti pantani.

Ne parliamo, di questi ricordi, perché fa oggi piacere trovarci di fronte a una realtà totalmente diversa, in pieno sviluppo operativo e con parecchie eccellenze nazionali. Anche quello che non si vede, e cioè l’assetto economico/finanziario, rispecchia il nuovo “deal”: entro la fine dell’anno con la vendita oggi in corso di completamento di due grandi magazzini, il Vespucci si sarà liberato dalle fideiussioni delle banche e della Regione, con un bilancio attivo e pulito come mai. Vent’anni fa lo si sarebbe considerato, con palese scetticismo, un miracolo. Oggi è realtà.

Ne parliamo con l’ingegner Claudio Bertini, direttore tecnico del Vespucci e in gran parte firmatario dei progetti espansivi anche nel campo “green”.

Ingegnere, partiamo proprio dal “green”, che sembra essere il motore del “new deal”…

“Il nostro obiettivo è di arrivare a produrre energia elettrica in un circuito chiuso che ci consenta addirittura di venderla agli utenti a costi più bassi di quelli della rete nazionale. Stiamo lavorando in varie direzioni: dal fotovoltaico al GNL fino all’idrogeno del prossimo futuro”.

Il fotovoltaico oggi è un sistema maturo, che però “consuma” molto spazio, a differenza del GNL. E voi di spazio da consumare ormai ne avete poco.

“E infatti non consumeremo spazio prezioso, ma utilizzeremo tutte le superfici dei tetti, che ormai sono svariati ettari. L’integrazione con sistemi di rigenerazione è anch’essa matura. Per l’idrogeno vogliamo trovarci pronti, perché sembra debba essere la soluzione principale del prossimo futuro”.

Dunque energia pulita e “pulizia” delle vecchie fideiussioni, molti investimenti a scadenze ravvicinate. Con quali risorse?

“Noi abbiamo lavorato sodo e stiamo raccogliendone i frutti. Il prossimo aumento di capitale, in arrivo con l’ingresso dei 6,5 milioni di euro dell’Autorità di Sistema, sarà totalmente a copertura degli investimenti. È ormai questione di settimane. E intanto abbiamo ottenuto altri finanziamenti con gare nazionali ed europee: gare nelle quali ci siamo spesso piazzati tra i primi assoluti. Dai fondi CEF europei ai parcheggi ed aree di sosta resi sicuri, dallo sviluppo dei rapporti per la piattaforma Pharma che prevede l’inizio dei lavori nel quarto trimestre dell’anno prossimo fino a una serie di ulteriori servizi interni, il Vespucci è e rimarrà un grande cantiere per i prossimi mesi. Creando valore aggiunto invece di costare.”

L’interporto che è diventato ormai un retroporto fa parte della realtà. Che comprende anche, da quello che ricordiamo, l’impegno dell’AdSP di acquistare un’area da destinare a zona franca…

“Da tempo abbiamo aperto un canale con l’agenzia delle dogane su questo tema. Che può diventare realtà se non ci sarà bisogno, come da qualche parte si paventa, di una apposita legge. Solo in questo caso dovremo abbandonare il progetto; ma siamo convinti di poter concludere la cosa con le normative attuali”.

Ultimo dettaglio: i raccordi ferroviari con i porti di Livorno e Piombino e la rete nazionale stanno procedendo?

“La modalità su ferro fa parte del nostro DNA da tempo e con il supporto della Regione e delle istituzioni locali la rete procede, in un quadro di sistema che ci permetterà di non avere rotture di carico fino al Nord Italia e oltre. Senza peraltro trascurare la modalità su gomma, oggi ancora prevalente, e con una proiezione anche sulla modalità aerea grazie agli insediamenti e agli interessi di operatori globali come DHL. Credeteci, siamo di fronte a tempi in cui non possiamo certo stare con le mani in mano.”

 

La Gazzetta Marittima

TDT scialuppa nave Lorenzini Terminal
Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT