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Linee energetico-ambientalidei sistemi portuali italiani

11/05/2019

ROMA – Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto n. 408 del 17 dicembre 2018 a firma del direttore Energia e Clima del Minambiente, di concerto con il direttore della vigilanza sulle Autorità Portuali del Ministero delle Infrastrutture, sono diventate operative le Linee Guida per i Documenti Energetico Ambientali dei Sistemi Portuali (DEASP).

Lo ha ricordato il direttore generale del Minambiente Renato Grimaldi nel recente summit su Smart Ports a palazzo san Macuto.

Per la prima volta – è stato detto – il Ministero dell’Ambiente, con il D.lgs. 169/2016, in linea con le tendenze europee ed internazionali, è stato incaricato di predisporre una normativa che si pone l’obiettivo di un miglioramento degli aspetti energetico-ambientali dei porti italiani, tradizionalmente ad alto impatto ambientale.

Infatti le Autorità di Sistema Portuale, oltre a redigere i nuovi Piani Regolatori dei Porti ed in stretto coordinamento con questi, hanno il compito di predisporre un Documento di Pianificazione Energetico-Ambientale (DEASP), basandosi appunto sulle Linee-Guida. Il tutto nell’ambito del Piano Nazionale della Portualità e Logistica, che individua negli obiettivi di sostenibilità ambientale dei porti elementi decisivi per la loro competitività.

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Il principale obiettivo del DEASP, introdotto dal Decreto Legislativo 169/2016, è la riduzione delle emissioni di CO2, da perseguire attraverso interventi che migliorino l’efficienza energetica e promuovano l’uso di energie da fonti rinnovabili nei porti. Le Linee Guida, rivolgendo l’attenzione alle emissioni di CO2, tengono altresì conto di tutti gli aspetti ambientali connessi all’uso di combustibili fossili, in particolare delle emissioni in atmosfera connesse (PM10 e 2,5, NOx, SOx, etc..).

Per questo le Linee Guida prevedono che il DEASP contenga: La fotografia iniziale delle emissioni del sistema portuale, attraverso la “Carbon Footprint”, per monitorare i risultati degli interventi effettuati e misurare la loro efficacia; in particolare vengono misurate le riduzioni di CO2 e delle altre emissioni connesse al minor consumo di energia fossile. Gli interventi previsti per la riduzione dei consumi di energia da fonti fossili, con relativa valutazione di fattibilità attraverso l’Analisi Costi-Benefici, quantificando e monetizzando anche i benefici per la collettività; nel dettaglio, tali soluzioni possono essere suddivise in due tipologie:

– Gli interventi, che prevedono opere, impianti, strutture, lavori, come risultato d’investimenti effettuati con il fine di migliorare l’efficienza energetica e produrre energia da fonti rinnovabili;

– Le misure, che mirano a ottenere gli stessi risultati attraverso regole, priorità, agevolazioni, etc. (bandi e contratti con i concessionari, etc.).

Le Linee Guida sono una cassetta degli attrezzi ed elencano un ampio spettro di possibilità, lasciando alle Autorità di Sistema Portuale (AdSP) la scelta delle tecnologie e degli indirizzi ritenuti più opportuni, sottolineando che molti degli interventi possono essere a costo zero, ovvero  essere finanziati da strumenti vigenti (Conto Termico, fondi europei e regionali, detrazioni fiscali, etc..). L’analisi costi-benefici  dovrà assumere gli elaborati previsti in campo nazionale (D.DLgs. 228/2011) ed europeo (Modello ACB DG-REGIO, 2014), avendo particolare attenzione sia ad un’attenta valutazione delle esternalità e della monetizzazione dei costi-benefici ambientali, sia al perseguimento della massima semplificazione possibile della procedura. Le Linee Guida giungono a proporre delle semplici tabelle con le quali vengono quantificati, in C/Mwh, i benefici collettivi dei diversi interventi per l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili, consentendo così uniformità di valutazione.

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La redazione dei DEASP è demandata alle singole Autorità Portuali. È ovviamente auspicabile – sottolinea il ministero – una loro interazione, meglio se coordinata, con l’obiettivo di cogliere tutte le opportunità offerte dallo strumento, in particolare:

– Pur riguardando direttamente solo l’ambito portuale, è evidente che la redazione dei DEASP e la realizzazione di quanto negli stessi pianificato ha importanti ricadute sul territorio circostante, con la possibilità di incidere sulla situazione ambientale delle città portuali. Per questo è auspicabile un protagonismo delle Autorità nel confronto con i cittadini, sia tramite le istituzioni (Amministrazione comunale e, eventualmente, provinciale e regionale) che attraverso le associazioni interessate (ambientaliste, culturali, etc..). Le modalità per tale confronto possono essere diverse: una procedura codificata come la Valutazione Ambientale Strategica potrebbe essere un valido strumento, anche affiancando le attività in corso per l’aggiornamento dei Piani Regolatori dei Sistemi Portuali per i quali tale valutazione è obbligatoria;

– La redazione dei DEASP presuppone la raccolta e sistematizzazione di una serie di dati e informazioni, in parte di diretta competenza delle Autorità, in parte riferiti a Enti vari che operano nell’ambito portuale e che hanno l’interesse e il compito di partecipare al processo di riduzione delle emissioni. Questo ne presuppone il massimo coinvolgimento nella stesura del DEASP, soprattutto nell’individuazione degli interventi che poi anche i predetti Enti dovranno realizzare. Per questi motivi è necessario il diretto protagonismo degli Uffici e delle strutture tecniche delle Autorità Portuali, che gestiscono le regolazioni dei rapporti con i diversi operatori, con possibilità quindi di valutare e incidere sui programmi e comportamenti dei diversi soggetti che operano nei Porti. Quindi è auspicabile il massimo impegno diretto sui DEASP delle strutture interne dell’Autorità;

– La redazione dei DEASP, in particolare con la fase della “fotografia iniziale”, è una grande occasione di raccolta di informazioni finora molto disomogenee: un adeguato coordinamento delle Autorità Portuali (Assoporti? Il MIT?), potrebbe fornire strumenti e metodologie da utilizzare nella redazione dei DEASP, per un duplice importante risultato:  facilitare il lavoro delle Autorità; Avere una banca dati omogenea per poter aggregare le informazioni ed elaborarle, fornendo facilmente un quadro generale utile alle valutazioni politiche e programmatiche.

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