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OK dal comitato di gestione a Livorno ai container nel terminal Lorenzini-MSC

30/06/2019

/admin/news/N007503_darsenatoscana.jpg 	LIVORNO – Implementare l’offerta di accosto dei prodotti forestali e potenziare gli spazi sia per il traffico Multipurpose che per quello delle Autostrade del Mare, riorganizzandone le aree.

Sono questi i nuovi obiettivi con i quali l’Autorità di Sistema Portuale si prepara a ridisegnare una parte consistente del porto commerciale, riorganizzandola e razionalizzandone le destinazioni funzionali. Lo definisce la nota ufficiale del comitato stesso, che martedì ha affrontato molti e i temi più cocenti.

Ecco come prosegue il testo completo della nota ufficiale del comitato.

A che cosa servono le tre proposte di adeguamento tecnico funzionale del Piano Regolatore Portuale approvate in via definitiva dal Comitato di Gestione?

La prima proposta di variazione interessa le aree industriali di Livorno, a nord del centro cittadino e attigue al porto, dove fino al 2015 operava la centrale termoelettrica Marzocco.

Questa zona, rappresentata nel Piano Regolatore nella sua funzione originaria di “Industria Energetica”, verrà utilizzata per i prodotti forestali.

L’AdSP ha aperto un confronto con ENEL per promuovere una iniziativa di partenariato pubblico privato per la sistemazione delle aree e la realizzazione di un nuovo accosto in corrispondenza dell’area Ex-Enel che permetta l’arretramento dell’attuale filo di banchina, ampliando in questo modo lo specchio di evoluzione (il cui raggio passerà dagli attuali 170 ai 200 metri). Lo scopo è quello di arrivare a ospitare navi break-bulk fino a 300 metri di lunghezza, ampliando gli spazi di manovra esistenti per le evoluzioni.

Questo intervento permetterebbe inoltre di delocalizzare la movimentazione dei prodotti forestali dalla Calata Alto Fondale oggi destinata sia al traffico di cellulosa sia a quello dei passeggeri.

La seconda proposta riguarda la caratterizzazione funzionale delle aree dove sino al 2016 lo stabilimento Trinseo produceva lattici sintetici.

A seguito della cessazione dell’attività da parte del gruppo statunitense, l’AdSP ha ipotizzato di poter usare la superficie (di 113.860 m2) per lo stoccaggio di RO-RO e Auto Nuove, prima provando ad acquistare le aree (che sono private) poi, di fronte al rifiuto della società, avviando l’apposizione del Vincolo preordinato all’esproprio secondo le procedure di legge.

L’AdSP ha predisposto un progetto preliminare per il recupero dell’area finalizzato al vincolo preordinato all’esproprio nel quale si prevede la sistemazione a piazzale dell’intera zona ad eccezione del recupero di alcuni impianti esistenti (antincendio e trattamento acque) e dei piccoli fabbricati ad uso uffici/accoglienza. Il progetto preliminare prevede anche l’opzione di costruire un silo auto, per aumentare la capacità di stoccaggio veicoli.

La procedura di esproprio andrà avanti a prescindere dall’esito del contenzioso tutt’ora pendente su quell’area tra l’AdSP e la società Sintermar, che con la Trinseo aveva un accordo preliminare di vendita, e sulle cui aree aveva ottenuto la facoltà di movimentare e stoccare auto nuove, sia pure in assenza di una modifica funzional del PRP che mutasse la destinazione d’uso di quelle zone da “industriale” a “multipurpose”.

Calata Tripoli – La terza proposta di ritocco del PRP riguarda un’area di 4500 mq tra la Darsena Inghirami e la Darsena Toscana. La zona è priva di preesistenze essendo oggi adibita a piazzale e alla circolazione dei mezzi stradali. Per meglio integrare le funzioni esistenti e adiacenti si è ritenuto più opportuno riperimetrare quest’area con la funzione ad area Multipurpose.

È stato invece rinviato per necessari approfondimenti chiesti dall’Organismo di Partenariato l’esame del Piano Attuativo di Dettaglio su cui il CdG avrebbe dovuto rilasciare un parere di conformità al PRP.

Il Comitato di Gestione ha infine esaminato e approvato sia l’aggiornamento del Piano di Impresa che il Piano Economico Finanziario presentati dalla società Lorenzini rispettivamente il 24 dicembre del 2018 e 15 febbraio del 2019.

Il terminalista, che opera da tempo in un’area della sponda est della Darsena Toscana, ha fatto registrare negli ultimi anni un incremento del traffico containerizzato, che è diventato rilevante rispetto a quello di movimentazione e stoccaggio delle merci varie, che pur rimane strategico.

Con il via libera al piano industriale, l’organo esecutivo di Palazzo Rosciano prende atto di questi sviluppi, ma impone il rispetto di alcune condizioni finalizzate a garantire la realizzazione della Piattaforma Europa, che rappresenta il fondamentale interesse pubblico per uno sviluppo del porto di Livorno in relazione anche alle dimensioni delle nuove navi.

In particolare, la società dovrà impegnarsi a presentare entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del bando di gara per l’affidamento in concessione mediante project financing della realizzazione e gestione della prima fase della Piattaforma Europa, un nuovo piano industriale compatibile con le previsioni della Nota Tecnica di Aggiornamento al Piano Attuativo di Dettaglio relativo alle previsioni di sviluppo del traffico Multipurpose: a partire da quel momento le attività di movimentazione dei container non compatibili con l’operatività della Piattaforma Europa saranno pertanto consentite in via residuale (sarà uno studio specifico indirizzato al traffico dei contenitori a definire il quantum esatto).

Lorenzini è stato quindi autorizzato allo svolgimento delle operazioni portuali ex art.16 per tutto il ciclo operativo in conto terzi sino al 31-12-2029.

 

La Gazzetta Marittima

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