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Piombino: da sponsons a banchine

02/10/2019

 	N007581_piombino.jpg 	PIOMBINO – “L’elemento più significativo è che stiamo finalmente portando lavoro nel porto di Piombino: e che con tutte le possibili accelerazioni, stiamo avviandoci ad avere quanto necessario per essere un cantiere polivalente iscritto all’elenco italiano ed europeo dei siti di demolizioni navali”.

È concreto, pur nel necessario ottimismo l’ingegner Valerio Mulas, direttore di PIM (Piombino Industrie Marittime) dei gruppi Neri e San Giorgio del Porto. Mentre vanno completandosi le realizzazioni degli impianti previsti dalle normative ambientali – vasche di decantazione delle acque, il primo capannone, i macchinari – c’è già un importante lavoro in corso: la trasformazione di 4 dei 12 sponsons che raddrizzarono e tennero a galla la Costa Concordia in basi per una nuova banchina destinata a Porto Lotti.

“Sono strutture alte 20 metri e pesanti 400 tonnellate l’una – sottolinea l’ingegner Mulas – che hanno strutture particolarmente rinforzate e si prestano molto bene a far da base a nuove banchine. Attualmente li stiamo dotando di golfari e altri elementi richiesti dai committenti: poi saranno rimorchiati a La Spezia, probabilmente già tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, dove verranno affondati per far da base a una banchina”.

Un utilizzo, questo di Porto Lotti, che sembra assai più nobile della demolizione cui erano stati avviati i 12 sponsons finiti a Piombino dopo aver girovagato tra Livorno, Piombino, Genova e altro. Tanto che probabilmente degli 8 residui a Piombino, forse altri saranno richiesti in altri porti: e c’è anche la possibilità che alcuni siano usati proprio a Piombino per allungare una banchina. È tutto da decidere. La realtà è che Piombino sta finalmente avviandosi a diventare un sito davvero operativo.

“Nell’ambito del nostro sistema del Tirreno settentrionale – ha detto di recente il presidente Stefano Corsini – Piombino va assumendo un ruolo più che importante e gli stiamo dedicando il massimo dell’attenzione”. Lo stesso presidente ha deciso di esserci almeno un giorno alla settimana, a supporto del dirigente Capuano e degli uomini di PIM. L’AdSP ha consegnato a PIM 85 mila metri quadri di aree delle 103 mila concordate, con la destinazione di una banchina di 318 metri cui ne andranno aggiunti altri 150. Da parte sua l’AdSP ha chiuso i termini per ricevere dichiarazioni di interesse da parte di imprese che intendano installarsi sulle aree residue, ricevendone 17, tra cui una della Nuovo Pignone ancora in forse. “Il nostro impegno – sottolinea ancora Mulas – è di collaborare con tutti coloro che vorranno lavorare qui intorno, come stiamo facendo già con le acciaierie e le istituzioni. Dobbiamo raggiungere importanti risultati come i collegamenti ferroviari e stradali, che ancora sono del tutto insufficienti. Insieme arriveremo prima e meglio ai nostri obiettivi”.

 

La Gazzetta Marittima

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Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT