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CILP Livorno: fuori dalle secche i traffici, gli investimenti, il domani

28/11/2018

 	N007294_cilp.png 	   LIVORNO – La Compagnia-impresa CILP rilancia, allarga il business e punta ad acquisire altri traffici.

In una lunga intervista apparsa domenica sul quotidiano del gruppo nazionale QN “Il Telegrafo” il presidente Marco Dalli e l‘amministratore delegato, Corrado Neri hanno fatto il punto di realtà e programmi, sottolineando anche il clima di piena collaborazione e di reciproca stima tra le due componenti di CILP, come noto al 50% della Compagnia portuali e al 50% del joint tra i gruppi Neri e Negri.

Ecco l’intervista.

È uno dei pochi casi in cui una società al 50% non crea tensioni e tirate reciproche per i capelli…

“Quando si condividono non solo gli obiettivi ma anche come raggiungerli, e quando umanamente si creano rapporti di stima e rispetto, non è poi così difficile. Entrambe le due componenti hanno accettato di impegnarsi a fondo per un rilancio che sta dando i suoi frutti. E bisogna aggiungere che anche i sacrifici, chiesti ed accettati, dei dipendenti, hanno contribuito molto. Oggi la CILP è uscita dalle secche e il suo piano industriale a tre anni conferma che gli stessi sacrifici non dureranno di più. Le cifre del primo nostro bilancio positivo, a maggio prossimo, lo confermeranno”.

Però qualche dato dovete pur fornirlo, a supporto di questa forte iniezione di fiducia.

“Ce ne sono molti. Possiamo cominciare dai nostri tradizionali business, le auto nuove allo sbarco e i forestali, in particolare cellulosa. Su quest’ultimo tema siamo tornati dalla fiera mondiale di Londra con una lusinghiera messe di contratti, che ci confermano una stagione ancora più positiva, rispetto alle 900 mila tonnellate di questo 2018. La materia prima per la carta rimane un genere molto richiesto, non solo per le cartiere di Lucca. Noi abbiamo investito molto sul settore, con 2,5 milioni nei magazzini della Paduletta e con oltre un milione per quelli sull’Alto Fondale. Abbiamo anche potenziato l’informatizzazione, tanto che la “catena” del lavoro è tra le più moderne. Vero è che stiamo saturando tutti i magazzini specializzati, ma nei nostri piani ci sono anche altri sbocchi. Per esempio, un Hub dei forestali a Piombino, con piccoli feeder che ci consentano di avere poi in “real time” i prodotti dove sono richiesti”.

Passiamo alle auto. Si dice che il mercato europeo stia rallentando.

“Non ci risulta affatto, anzi. Semmai sta cambiando, nel senso che l’incidenza degli acquirenti singoli sta diventando minoritaria rispetto alle flotte, che sono in forte crescita. Noi operiamo nello sbarco delle auto, quasi tutte extracomunitarie, con almeno un paio di navi alla settimana e come CILP abbiamo messo in carniere quest’anno 340 mila unità, in pratica la metà di quanto fa l’intero porto. Il nostro problema sono gli spazi: abbiamo riempito a tappo sia le aree di Paduletta, sia altri terreni disponibili. Se ne avessimo di più potremmo potenziare notevolmente il business. Ma non per questo ci arrendiamo”.

Come contate di fare? Metterete le auto una sopra l’altra?

“Stiamo accelerando su soluzioni più pratiche e gradite anche agli operatori: riduciamo i tempi di sosta delle singole auto nei piazzali, avviandole prima possibile ai centri di raccolta e alle concessionarie. Se riusciamo a far partire le auto dai piazzali di sbarco in meno di una settimana, possiamo aumentare notevolmente il ricambio, in attesa che la Darsena Europa liberi davvero spazi preziosi in Darsena Toscana”.

Bella scommessa, in tempi nei quali dal governo arrivano voci contrastanti sulla fattibilità del nostro sogno…

“I segnali che abbiamo noi, sia attraverso il presidente Corsini che i contatti romani, sono tranquillizzanti. E dobbiamo crederci, non certo arrenderci”.

Torniamo alle auto. Quali altre prospettive, visto che avete saturato tutto?

“Oltre al veloce ricambio, stiamo lavorando per un business nuovo, le auto in partenza. Abbiamo sperimentato nel tempo spedizioni di Maserati negli USA. Ma puntiamo anche a produzioni più di massa. Sulla sponda Est abbiamo due attracchi, e il giorno che la ferrovia sarà completata fino a quelle banchine – ci vorrà un anno, dicono a palazzo Rosciano – sarà molto più semplice. Siamo sicuri, la CILP è davvero definitivamente fuori dalle secche”.

Fonte - La  Gazzetta Marittima

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