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Ecco le tre novità che cambiano i porti

02/03/2019

/admin/news/N007390_angeloroma.png 	Dato per scontato che il nostro più ambizioso traguardo resta la messa in opera della Darsena Europa (non solo per i contenitori, ma anche per avere a disposizione ulteriori aree che migliorino sia l’operatività attuale, che avere la possibilità di acquisire nuovo traffico).

Consapevoli pure, che non riusciremo ad essere pronti prima della fine del 2026, dobbiamo, frattanto, sciogliere alcuni nodi e norme da rispettare.


Analizziamo quindi nel dettaglio:
1) Bruxelles ha dato due mesi all’Italia per approntare la riforma portuale (tassazione dei porti), nel caso in cui, dal 2020 le AdSP dovessero pagare le tasse come le imprese per le attività di natura economica, cosa potrebbe succedere?

2) Dal 1° gennaio 2020 entreranno in vigore le norme dell;Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) sulle emissioni di zolfo, ed innegabilmente tale disposizione avrà fortissimo impatto sull'industria navale.

3) Entro la fine del 2023 ci sarà una nuova classificazione dei porti europei che valuterà i progressi compiuti nell’attuazione del Regolamento: cambiamenti sia in flussi trasporto (pax e merci), che in sviluppo degli investimenti in ambito
infrastrutture nazionali di trasporto. È facile prevedere che alcuni porti saranno promossi da “Comprehensive” a porti “core”, con tutte le implicazioni positive che comporta in termini di investimenti comunitari. L’Unione Europea, infatti,
attribuisce a questa qualifica una priorità assoluta in materia di finanziamenti nell’ambito del programma della rete TEN-T.

Per il primo caso, il Paese sta facendo sistema per difendere le proprie ragioni a Bruxelles; per il terzo, conviene attendere almeno due anni per discuterne a fondo;ma per il secondo “conto alla rovescia per IMO 2020” è bene riflettere sulle conseguenze ormai certe.


Questa legislazione vieterà ogni nave dall'emissione di oltre lo 0,5% di zolfo nel suo combustibile, un taglio di quasi il 3% dal livello attuale. Pianificare l'implementazione, sarà quindi quest’anno, una delle maggiori sfide del settore.
La motivazione dell'IMO (International Maritime Organization) è chiara: l'industria marittima, per quanto preziosa per l'economia globale, è uno dei maggiori fattori di inquinamento del mondo. Contribuisce al 17% delle emissioni mondiali di CO2
all'anno, e all'8% della produzione di zolfo.

Se non verrà applicata alcuna politica ecosostenibile, il primo potrebbe, secondo l'UE, salire al 50% entro il 2050. Questo perché, allo stato, lindustria navale fa affidamento, come da decenni, sull’olio pesante di zolfo. Le stime variano, ma si ritiene che i regolamenti dell'IMO costeranno l'industria navale tra i 60 e i 200 miliardi di dollari.

Gli Armatori hanno escogitato varie soluzioni per conformarsi alle leggi, che potrebbero rivelarsi vantaggiose per le imprese e per l;ambiente. Il più grande è stato il passaggio a nuovi carburanti, come il gas naturale liquefatto (GNL) che ha il potenziale per ridurre i tempi di spedizione e migliorare l'efficienza. Tra questi ci sono anche sistemi di trattamento delle acque, depuratori di zolfo, e persino piani per usare vele elettriche su navi portacontainer (la qualcosa fa sorridere il sottoscritto), che ritengono riuscire a lanciare entro il 2020.


Da notare che il 5 dicembre scorso, la principale compagnia mondiale, l’ AP Moeller- Maersk, ha notificato l'intenzione di andare oltre il rispetto di dette regole, ed ha fissato l'obiettivo di avere navi “carbon neutral” sui mari entro il 2030.
La MSC, seconda compagnia di navigazione al mondo, invece, ha ribadito la sua decisione di introdurre nuovi supplementi per i bunker a partire dal corrente mese.

Le nuove tariffe, aiuteranno MSC a raggiungere l'obiettivo comune di migliorare le prestazioni ambientali nella catena di approvvigionamento del trasporto marittimo di container. Ha anche stimato, che il costo delle modifiche alla propria flotta, come
conseguenza, ammonterà a oltre 2 miliardi di dollari l'anno. L’anno appena iniziato quindi, sarà dominato dai preparativi del settore marittimo per il 1 ° gennaio 2020, considerato che ha già ispirato una serie di innovazioni tecnologiche che potrebbero diventare il punto di riferimento del settore per gli anni a venire


Angelo Roma
Maritime Consultant

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