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Moby, trovata la nave fantasma

07/01/2008

Era un cargo proveniente da Odessa e che ora risulta immatricolato per una compagnia di navigazione croata. - In possesso della procura livornese il nome del comandante di Theresa: è un ufficiale ucraino.

Potrebbe essere finalmente vicino a una svolta uno dei tanti misteri che costellano la vicenda Moby Prince, il traghetto sul quale morirono 140 persone dopo la collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella maledetta notte del 10 aprile 1991 nella rada del porto di Livorno. 

La procura di Livorno, che da poco più di un anno ha riaperto le indagini sul disastro, sarebbe riuscita a dare un nome e un volto al comandante di Theresa, la nave fantasma che si allontanò dalla rada del porto livornese subito dopo la collisione e la cui traccia è rimasta presente nelle registrazioni radio quando una voce anonima inglese comunicò ad un'altra unità navale che "Theresa era ancorata nel porto di Livorno e che stava andando via". 

Il nome sul quale si sarebbero concentrati gli accertamenti della procura livornese è quello del primo comandante di Theresa: Yuriy Vitaliy Semkevych, ucraino. E la nave risulterebbe partita da Odessa, passata in transito per Livorno e poi giunta in Sardegna, da dove sarebbe poi scomparsa definitivamente. Di Theresa, un cargo con una stazza di tre tonnellate e mezzo si ritrovano notizie nei registri navali internazionali presso la società croata Split Ship Management di Spalato, che dal 1994 ha immatricolato una nave con FM 00 quel nome.

Il nome del comandante ucraino sarebbe già in possesso dei magistrati, ma non è dato sapere se l'ufficiale sia ancora vivo e se sia stato sentito o meno dagli inquirenti, che in questi mesi sulla vicenda mantengono il massimo riserbo. Tuttavia ciò che è certo è che le indagini vanno avanti di buona lena e che i magistrati livornesi (un pool composto dai pm Antonio Giaconi, Carla Bianco, Carmen Santoro e Massimo Mannucci) stanno lavorando da mesi nel massimo silenzio portando avanti però la loro attività attraverso decine di interrogatori e centinaia di riscontri documentali (anche attraverso le carte chieste e ottenute dai servizi segreti italiani) per fare luce suoi troppi buchi neri di quella notte.

Uno di questi è certamente la presenza di Theresa, una nave presente nella rada del porto livornese e finora mai identificata.
Oggi il nome dell'ufficiale ucraino e la possibile identificazione della nave potrebbero svelare nuovi retroscena.

E' presto per fare previsioni, ma è un fatto che quella nave mai disvelata che lascia traccia nelle concitate conversazioni radio dei minuti immediatamente successivi all'incidente rappresenta un nodo tutt'altro che secondario dell'inchiesta.

Theresa parla in inglese e si rivolge direttamente a "Ship one" che tradotto significa testualmente Nave Uno per dirle che si trova ancorata a Livorno e che se ne va. Quella conversazione, unica e mai seguita da risposte di sorta, non è mai stata chiarita, né Theresa è mai comparsa nei registri delle navi alla fonda quella sera nel porto livornese a disposizione delle autorità marittime. Insomma, una nave fantasma, che quasi certamente ha visto ciò che è accaduto, ma che non può essere rintracciata, perché nessuno sa chi sia. Ora l'identità del comandante ucraino potrebbe aiutare i magistrati a chiarire finalmente questo lato oscuro e a dare nuovo impulso alle indagini.

Tutto questo se l'ufficiale ucraino, oltre ad avere un'identità certa, è stato anche rintracciato, è vivo ed è disposto a parlare e a raccontare ciò che è accaduto nella rada del porto livornese. Insomma, un passo avanti che potrebbe risultare decisivo nella ricerca della verità e che potrebbe finalmente spiegare uno dei più grandi misteri italiani dal dopoguerra a oggi.
La nave fantasma "Theresa" potrebbe essere questa. Un cargo con una stazza di 3,5 tonnellate.

(Fonte: "Il Corriere di Livorno")

Theresa, il cargo che fuggì 15 minuti dopo la collisione

Registrata alle 22.45 la sua comunicazione radio.

La vicenda della nave fantasma dentro la tragedia del Moby Prince assume un profilo estremamente fin dalle prime indagini.

La traccia della comunicazione radio è evidente e perfettamente chiara. Sono le 22.45 e la collisione tra il Moby Prince e l'Agip Abruzzo si è verificata appena venti minuti prima. Da Livorno in centinaia si sono accorti dell'inferno esploso in mare, tre miglia a sud nella rada del porto. Le fiamme si distinguono distintamente anche da terra. E' in quel momento che sul canale 16 della stazione radio costiera (quello riservato alle comunicazioni di soccorso) irrompe Theresa: "This is Theresa, this is Theresa" dice una voce in inglese. E chiede di parlare con Ship One ovvero Nave Uno. Un codice. Non sembra essere nient'altro di diverso. Ma gli inquirenti non sono mai riusciti a sapere chi fosse quella Theresa, né tanto meno Nave Uno. Due navi fantasma, presenti nella rada e mai identificate. Comparse dal buio della notte attraverso una sola voce (quella di Theresa, perché Ship One, evidentemente, si limita all'ascolto ma non risponde mai) e poi sparite di nuovo. 

Ora qualcosa si è finalmente capito e la procura avrebbe perfino individuato il nome del comandante ucraino di Theresa.

E che del resto quello della nave fantasma fosse un nodo decisivo da sciogliere lo ha sostenuto anche l'avvocato Carlo Palermo, che tutela i figli del comandante del Moby Prince, Angelo e Luchino Chessa, e altri familiari delle vittime, e che con la sua istanza ha consentito la riapertura delle indagini sul disastro. 

"La ricostruzione dei movimenti di Theresa - scrisse il legale nell'istanza depositata in procura - è suddivisa in due distinti momenti: questa nave lascia tracce di sé a partire da poco dopo le 20 fino alle 22.10, quando scompare dalla vista del radar, presumibilmente perché ha raggiunto o sta per raggiungere la destinazione finale (navigando a una velocità inferiore alle 6 miglia orarie, la nave non viene più rilevata dal radar). Poi Teresa ricompare improvvisamente, alle 22.45, un quarto d'ora dopo la collisione e, quindi, fugge". 

Palermo sottolinea che ciò avviene "subito dopo che il tenente della Finanza Gentile e la sua vedetta si accorgono dei trasbordi di armi dalla nave americana". Infine, Palermo nella memoria che ha fornito ai magistrati spiega: "Nelle ricerche di tracce della nave Theresa si segnala che nel febbraio 2002 è stata registrata presso lo scalo di Port Qasim a Kharaki (Pakistan) una nave di nome Theresa II, battente bandiera di Singapore, costruita agli inizi degli anni Ottanta". E guarda caso il capitano di quella nave è proprio l'ufficiale ucraino Yuriy Vitaliy Sernkevych che risulta avere comandato anche la nave sorella Theresa III. Una delle imbarcazioni sulle quali risulta aver prestato servizio Senkevych è la Cape Siros, in rada a Livorno proprio il 10 aprile 1991. Ora spetta ai magistrati fare luce su questo aspetto e probabilmente il passo successivo sarà proprio quello di riuscire a mettersi seduti davanti allo straniero e chiedergli qualche spiegazione.

(Fonte: "Il Corriere di Livorno")

TDT scialuppa nave Lorenzini Terminal
Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT