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(Semi) liberi tutti o quasi…

16/05/2020

LIVORNO – Non si scherza con la Morte, anche c’è chi l’ha chiamata, con uno slancio quasi affettivo, “la bella Signora”. Non ci si scherza.

Però diciamoci la verità: non se ne può più di stare segregati a casa, o incatenati in ufficio, o anche solo a combattere per conquistare un pacchetto di mascherine (dall’efficacia, visti gli esperti, almeno dubbia). Da lunedì prossimo, se le anticipazioni del governo saranno mantenute, scatterà quella “fase 3” che dovrebbe consentirci qualche importante passo avanti verso una libertà totale. Da ragazzi, giocavamo (almeno nella mia generazione) a “Bomba, liberi tutti!”. Non illudiamoci, non sarebbe proprio così, perché la pandemia rimane in agguato. Ma con la giusta dose d’intelligenza e di sensibilità, si potrà tornare al bar, le signore usciranno dalla crisi del parrucchiere – che non è poi così effimera come potrebbe sembrare: chi ha una moglie, o una compagna, o anche una semplice collaboratrice in ufficio lo ha capito a scapito della sua serenità… – e potremo prepararci anche alla stagione estiva con qualche certezza in più.

Per chi lavora nei settori della catena logistica la “fase 3” rimane al momento a metà tra la liberazione e l’Araba Fenice. Abbiamo ospitato, e continuiamo a ospitare, allarmi, appelli e preoccupazioni per chi trasporta le merci: via terra, via mare e via aerea.

Tutti o quasi chiedono di tutto. Chi ci scrive sul web in questi ultimi giorni ci ha anche chiesto quante famiglie, quante piccole imprese, quanti lavoratori si potevano aiutare con i quattro milioni di euro spesi per liberare (liberare?) dai guerriglieri di (Al-Shabaab) la Silvia Romano, oggi felicemente Aisha. Un giudizio critico che per qualcuno fa parte degli egoismi umani, per altri è doveroso allo scopo di non incentivare rapimenti e riscatti. Non siamo noi a doverci schierare, passiamo la palla. Ma speriamo che molti aspetti non chiari della vicenda possano uscire dal buio.

Torniamo alla semi-liberazione. Sarà l’ennesima prova della nostra maturità, ci dicono, e insieme la sperata conferma che il Covid-19 perde forza. L’importante è non perdere forza noi. Tutti. Ne avremo bisogno quando dovremo affrontare, molto presto, l’altra pandemia: quella dell’economia mondiale e della sperata esplosione della ripresa. Se quella con il Covid è stata una guerra, noi italiani nei dopoguerra siamo sempre stati forti. Ora arriverà la conferma.

A.F.
 

   

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