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Un ministro una visita un impegno

27/11/2019

LIVORNO – Se non saranno nati contrordini – e di questi tempi è abbastanza frequente – domani giovedì 28 il ministro delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli sarà nel porto della Toscana in visita ufficiale. Lo riceveranno le autorità delle istituzioni, a cominciare dal presidente della Regione Toscana e dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale.

Molti si aspettano che la visita del ministro metta finalmente il sigillo ufficiale del governo, se non dello Stato, al grande e dibattuto progetto della Darsena Europa. Un progetto che ha ormai più di una decina d’anni, è stato ritoccato, rimaneggiato e sottoposto a più d’una cura dimagrante: ma che rimane, per l’Autorità di Sistema e per tutti gli operatori, una necessità sine qua non. Ovvero: se non si farà, e non si farà in tempi stretti, farà scivolare il porto di Livorno tra le realtà logistiche regionali e non più mondiali come è stato nel passato ed aspira a tornare.

Non sono solo parole e speranze. Tutta la pianificazione del porto oggi è legata al progetto Darsena Europa: tanto che i molti (troppi) ritardi in atto sono giustificati con l’esigenza di avere i sigilli definitivi. La Darsena Europa vuol dire anche trasformare finalmente la Darsena Toscana in un approdo sufficiente e protetto per i ro/ro e le Autostrade del Mare. Vuol dire risolvere lo sciagurato nodo dei ponti del Calambrone. Vuol dire avere fondali adatti alle navi di oggi e domani. Vuol dire insomma tutto, o quasi.

Vero che la Corte dei Conti ha dato il suo ok, vero che ci sono stanziamenti pubblici (promessi formalmente) per 50 milioni dallo Stato, 150 dal Regione e altrettanti dell’AdSP: ma se non arriva la certezza che lo Stato realizzerà in tempi brevi le protezioni foranee, i dragaggi foranei e tutte le infinite pratiche ancora obbligatorie del nostro infame codice degli appalti, nessun serio investitore vorrà farsi avanti. Stefano Corsini ha ricordato più d’una volta che stanno per scadere i termini per le dichiarazioni d’interesse dagli investitori che dovranno apportare i circa 350 milioni mancanti ed assumersi la gestione. Ma senza la benedizione totale dello Stato, lo stand by attuale rischia di perpetuarsi. E la logistica internazionale non aspetta certo noi.

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Mi è piaciuta molto, a proposito dell’attesa visita del ministro De Micheli, la divertente “ciceronata” di Enrico Bonistalli apparsa su Il Tirreno di lunedì scorso, dove il presidente dell’Asamar si finge guida e mentore del ministro citando tutti i punti critici delle infrastrutture livornesi.

Bonistalli parte dalla Fi-Pi-Li, del tutto inadeguata come porta dell’interno della Toscana verso le nostre banchine per affrontare la carenza dei collegamenti tra il porto e l’Interporto Vespucci (Lo scavalco? Ma a che serve senza una vera integrazione con le reti principali), la sciagurata sequela dei ponti mobili al Calambrone e relativa esigenza di tombare lo Scolmatore verso la Darsena Toscana, l’altra sciagurata “neverending story” del microtunnel, e infine quella del corridoio tirrenico e della 398 per Piombino.

Un “cahier de doleances” non da poco. Possiamo sperare in qualche impegno concreto, oltre che nelle certamente consapevoli parole?

Antonio Fulvi

TDT scialuppa nave Lorenzini Terminal
Avvisatore Marittimo Pontone Lorenzini Terminal TDT